Museo civico

 

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Il Museo Civico “Palazzo Guicciardini” costituisce una delle più importanti iniziative culturali fra quelle realizzate dall'Amministrazione Comunale di Montopoli in Val d’Arno, a partire dal mandato del Sindaco Bonciolini (2003). Fino da allora obiettivo prioritario del Comune è stato infatti il recupero e la valorizzazione dei beni culturali, artistici ed architettonici del territorio: in questo contesto il Museo si colloca come naturale conclusione dei numerosi interventi già operati.


Quindi un museo che conservi memorie di storia locale, che raccolga collezioni acquisite e donazioni preziose. Un Museo che rimandi a punti espositivi o di interesse artistico-architettonico diffusi sul territorio mediante aperture e collegamenti informatici. Un Museo che sia centro attivo di cultura grazie ad eventi collegati ai temi delle varie sezioni come rappresentate all'interno del sito espositivo.

Il Museo Civico "Palazzo Guicciardini" rappresenta il primo nodo di una un Sistema Museale che si è formato nell’ambito del Comune di Montopoli in Val d’Arno e che attualmente comprende la Torre di San Matteo e la Sala espositiva “Marinetta Nazzi” a Montopoli, l’Antiquariume il Bastione di Marti. 

Il Museo si articola nelle seguenti sezioni:
Riferendosi alla distribuzione delle collezioni, l'allestimento museale comprende: la parte espositiva, composta da cinque sale al piano terreno, due al primo piano e i due grandi ambienti del semi-interrato recuperati come spazi museali, e la parte di accoglienza e servizi per il pubblico.

Piano terra
- sala informazioni, biglietteria e bookshop

- sezione archeologica antica, donazione Falchi e collezione Majnoni
- sezione memorie dal territorio e reperti dallo scavo della Rocca
- sezione terrecotte artistiche di Montopoli

Seminterrato
- sezione paleontologica 

Primo piano
- pinacoteca con opere del Novecento di artisti attivi localmente (Bicchi, Pertici, Ciampini)

I colori delle sale.
Ogni sala è contrassegnata da un colore sulla pianta del museo, ecco quali:

colori_sale.gif 

Orari di apertura dal 23/06/2020:

Martedì: 09:00 -13:00

Giovedì: 09:00 - 13:00  / 14:30 - 17:30

Venerdì: 10:00 - 13:00

Sabato: Variabile, su richiesta o per eventi 

Museo Civico - Montopoli in Val d'Arno - Via Guicciardini, 55 - 56020 Montopoli in Val d'Arno (PI) - Tel. 0571/466699


  hajnjpdjmjjfgomf.png        Sistema Museale del Valdarno di Sotto - Eventi della Rete Musealeconsulta il sito

 

 

 

 RILEVAZIONE ON LINE - QUESTIONARIO VISITATORI

 

 

  

AVVISO RIAPERTURA MUSEO CIVICO: 19 Giugno/ 3 e 17 Luglio 2020

dalle ore 16.00 alle ore 19.00 con visite guidate tematiche

INGRESSO GRATUITO -  PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA tramite Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

 

EVENTI 2020 -

Notti dell'Archeologia - dal 1° Luglio al 2 Agosto 2020

 

 

 

 

MERCOLEDI' 27 MAGGIO 2020 - EVENTO ON-LINE - DALLE ORE 17,30 

➡️ titolo "Un uomo e due città. La meravigliosa avventura di Isidoro Falchi nella Maremma degli Etruschi"

(Pagina Facebook Museo Civico Archeologico "Isidoro Falchi")

L'evento è dedicato alla ricorrenza dell'arrivo, nel 1880, a Colonna di Buriano di Isidoro Falchi, medico condotto di Montopoli in Val d'Arno e appassionato di archeologia, e alle sue ricerche sul campo che portarono alla scoperta dell'antica Vetulonia. 

 

Interverranno:
-Susanna Lorenzini, Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Castiglione della Pescaia.
-Simona Rafanelli e Francesca Paris del Museo Museo Civico Archeologico "Isidoro Falchi".
-Monica Baldassarri, direttrice del Museo Civico Di Montopoli e del Sistema Museale Montopolese.
-Marta Coccoluto, coordinatrice del Parco Archeologico di Baratti e Populonia, Parchi Val di Cornia.

Grazie a loro ripercorreremo le vicende di Falchi a Montopoli, il suo paese di origine, e a Populonia, seguendo così la meravigliosa avventura di Isidoro nella Maremma degli Etruschi e in tutti i suoi luoghi del cuore.

Per informazione sull'evento: 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

0564 927241 0564 948058

                                                                             ATTIVITA' 2020  

 

                                                                          IL MUSEO VIENE DA VOI!    

                                                            Appuntamenti con  #acasaconilmuseo

                                                                   

                                                                         Attività per i più piccoli:

Volete provare a costruire il vostro elmo da cavaliere, utilizzando un semplice uncino?

è facilissimo! troverete tutte le indicazioni a questo link: 🔎👉 http://crearexresistere.blogspot.com/…/elmo-da-cavaliere-tu…

 -Dipingere con i colori naturali - tutte le indicazioni a questo link: https://portalebambini.it/colori-naturali-per-dipingere/

Come preparare i colori naturali

Colora con frutta fiori e spezie

- realizzare un telaio - tutte le indicazioni al seguente link: ➡️ https://www.ciaogreen.it/telaio-da-tessitura-fai-da-te-riciclando-una-scatola-da-scarpe/

- realizzare un vaso con la tecnica "a colombino"

-il ritratto, troverete tutte le info necessarie al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=jpdpbu2ykWg

-Lavoriamo con la pasta di sale 1 2 3

Pasqua- Realizzare originali biglietti di auguri

Decorare le uova di PASQUA in modo ECOLOGICO e DIVERTENTE

Occorrente: 

Per colorare:
🥚Per le uova rosse: 50 ml di acqua di cottura delle rape rosse, un
cucchiaio di sale e uno di aceto.
🥚Per le uova gialle: una bustina di zafferano, un pentolino con
acqua, un cucchiaio di sale e 2 di aceto.
🥚Per le uova verdi: 50 ml di acqua di cottura di bietola o spinaci,
un cucchiaio di sale e uno di aceto.

Per decorare:
👉Ritagli di tovagliolo.
👉50 gr di amido di mais.                                                                      

Come fare...

➡️Mettete le uova in cottura in un pentolino con l’acqua colorata con il sale e l’aceto (2/3 uova per ogni colore). Il sale e l’aceto
serviranno a fissare il colore sulle uova in maniera naturale. Dopo aver colorato l’uovo mettetelo nel suo portauovo.

➡️In una ciotolina mescolate l‘amido di mais con acqua fino ad ottenere un composto denso e corposo, questa sarà la nostra colla a
costo zero.

➡️Prendete i ritagli di tovagliolo, privateli di tutti gli strati e con una punta di "colla" realizzata con l'amido di mais e fissateli sul
guscio dell’uovo.

Le uova sono pronte per decorare la vostra tavola di Pasqua! Foto   Foto

👩‍🏫🎲🎯📚📖 Oggi vi racconteremo qualcosa in merito ai giochi più apprezzati nell'antica Roma.

🎲🎲 Innanzi tutto va detto che il gioco aveva per i Romani una valenza molto importante ed educativa, dal momento che i bambini giocando prendevano contatto con la società che li circondava e imparavano a rispettarne le regole.
Un gioco molto apprezzato dai più piccoli era un gioco che, nella sua semplicità, è giunto fino a noi mantenendo le antiche modalità: il nostro "nascondino", che i Romani chiamavano latibulo (che significa nascondersi appunto).
Molto diffuso era anche il cosiddetto "gioco con le noci". Ne esistevano diverse varianti che avevano in comune l'abilità dei giocatori nel lanciare in un certo modo la propria noce su quelle già in terra.

Il giocattolo preferito dalle bambine erano sicuramente le bambole (pupae) di fattura modesta o elaborata, di materiali pregiati o anche di stoffa, mentre i bambini prediligevano il gioco con la palla (pila).

A Roma i giocattoli venivano regalati il giorno della nascita, per il compleanno e per le feste dei Saturnalia (importante ciclo di festività della religione romana).

Un'altra categoria di giochi era quella delle tabulae lusoriae (tabelloni di gioco): giochi da tavola che, per essere praticati, avevano bisogno di una base di appoggio su cui era spesso inciso uno schema sempre più elaborato a seconda della complessità del gioco. Le tabulae potevano essere vassoi di legno, o tavolini decorati o in marmo.

💁‍♀️💁‍♂️Oggi vi proponiamo di sperimentare un gioco apprezzato anche nell'antichità, soprattutto dai soldati nell'antica Roma...il "terni lapilli", antenato del moderno tris!
🎯🎯🎯Trovate le istruzioni complete per un'originale partita a tris al seguente link :

https://www.napolidavivere.it/2020/03/22/lavoretti-e-giochi-per-impegnare-i-bambini-non-solo-in-maniera-digitale/

Le immagini sottostanti sono tratte da www.wikipedia.org

Bambola in avorio   Dado romano da gioco   Giocatori di dadi   Il gioco del nascondino

L'Arte diventa Puzzle  -#acasaconilmuseo!

📖🕵️‍♀️ Oggi ci dedicheremo all'arte e, più precisamente, a due pittori molto importanti per il nostro territorio e per il Museo Civico Di Montopoli.👩‍🏫🙂
🎨🖌 Il primo è Silvio Bicchi, artista nato a Livorno nel 1874 ma molto legato a Montopoli, dove tornava spesso per lunghi soggiorni estivi presso l'abitazione del padre. Oltre alle scene di vita paesana e rurale e a soggetti di genere storico, Bicchi amava realizzare ritratti, soprattutto femminili. 🖌🎨
Potete qui ammirare una delle sue opere più famose: "Ragazza su fondo rosa" (1930, pastello su carta).
🎨🖌 Allievo e amico di Bicchi fu Menotti Pertici, nato a Montopoli nel 1904. Dovete sapere che questo artista, pur non compiendo mai veri e propri studi artistici, iniziò a dipingere in giovane età come autodidatta.
Amante della pittura all'aria aperta, cercò di dare forma, nelle sue opere, alle sue sensazioni ed emozioni più intime, rappresentando spesso luoghi a lui cari e familiari. Nel 1938 andò a lavorare a Bengasi, in Libia e non perse occasione, durante questo soggiorno, di dipingere i paesaggi desertici e grandiosi che ammirava, i costumi arabi e le scene di vita tipiche della zona. 🖌🎨
Ricordo del periodo di permanenza in Libia è l'opera "Mercato di Bengasi" (1940, olio su tavola).
‼️‼️‼️‼️E ORA..... DIVERTIAMOCIIIIII‼️‼️‼️‼️
Abbiamo trasformato i quadri di cui vi abbiamo parlato oggi in puzzle !!🧩🧩
Li potete trovare e ricomporre cliccando i seguenti link:

🎨 Ragazza su fondo rosa➡️http://www.epuzzle.info/u/2d792d

 🎨 Mercato di Bengasi ➡️http://www.epuzzle.info/u/2d7a1a

Filastrocca dei Musei

Vogliamo condividere con tutti voi, una divertente e bellissima filastrocca che ci ha regalato il Signor Bruno Baldassarri!📜📜🎙📻
Si intitola "Filastrocca dei Musei" e ci descrive tutte le bellezze esposte nel nostro Museo! 🏺🏺🏺🏺🏺
🖋✒️📃E voi avete mai provato a comporre una filastrocca? Se vi va potrete provare a crearne una sul museo o sui monumenti di Montopoli e mandarcela! 
📨📨📨📭Potete inviarcela qui sulla nostra pagina fb oppure all'indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Intanto... alziamo il volume e godiamoci "Filastrocca dei Musei" !📜📜🎚🎙📻🤩
[Bruno Baldassarri, inedita per il Museo Civico di Montopoli in Val d'Arno, 2020]

https://www.facebook.com/hashtag/filastrocchemontopoli?source=feed_text&epa=HASHTAG&__tn__=*NK-R

Oggi abbiamo creato per i nostri piccoli followers un CRUCIPUZZLE ispirato al Museo Civico Di Montopoli!
🔎🔎Aguzzate la vista e spremere la vostra mente per trovare le 14 parole nascoste nella tabella del  CRUCIPUZZLE
🤓 Tenete a mente che le parole possono essere scritte in qualsiasi verso e direzione (orizzontale, verticale e diagonale).
Buon divertimento!!🖍🖍
#acasaconilmuseo #crucipuzzle #didatticabambini #restiamoacasa #comunedimontopoliinvaldarno #museocivicodimontopoli #montopolivaldarno #valdarno #infanzia #laboratorididattici #scuolamontopoli #laboratori #didattica #iorestoacasa #laculturanonsiarrende

Eccoci ad un nuovo appuntamento con le filastrocche di Bruno Baldassarri dedicate al nostro Museo!📜📜🎙📻

Oggi Bruno ci porta indietro nella storia, raccontandoci del "mare di Montopoli" e delle numerose creature che popolavano il nostro territorio tantissimo tempo fa.. siete curiosi?? Ascoltiamolo!🎚🎙📻🤩
[Bruno Baldassarri, "Il mare di Montopoli", inedita per il Museo Civico di Montopoli in Val d'Arno, 2020]
🖋✒️📃E voi avete mai provato a comporre una filastrocca? Se vi va potrete provare a crearne una sul museo o sui monumenti di Montopoli e mandarcela! 

Potete inviarcela qui sulla nostra pagina fb oppure all'indirizzo mail  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  📨📨📨📭

Indovina indovinello...🧐🧐🧐🧐
Nuovo appuntamento con #acasaconilmuseo🏺🏺
Ispirandoci al nostro Museo oggi abbiamo preparato per voi due indovinelli!!
Divertitevi ad indovinare e, mi raccomando... non sbirciate le soluzioni! 😝

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#acasaconilmuseo #indovinelli #didatticabambini #restiamoacasa #comunedimontopoliinvaldarno #museocivicodimontopoli #montopolivaldarno #valdarno #infanzia  #laboratorididattici  #scuolamontopoli #laboratori #didattica#iorestoacasa #laculturanonsiarrende

Oggi con Bruno Baldassarri ammiriamo la Torre di San Martino e l'Arco di Castruccio!

Buon divertimento!

[Bruno Baldassarri, "LA TORRE DI SAN MARTINO", inedita per il Museo Civico di Montopoli in Val d'Arno, 2020]

🖋✒️📃E voi avete mai provato a comporre una filastrocca? Se vi va potrete provare a crearne una sul museo o sui monumenti di Montopoli e mandarcela! 
📨📨📨📭Potete inviarcela qui sulla nostra pagina fb oppure all'indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

#acasaconilmuseo - Il labirinto del Pittore!👨‍🎨🎨
Bentornati ad un nuovo appuntamento con #acasaconilmuseo per i più piccoli!📅📚
Oggi siamo alle prese con il 🖌"Labirinto del Pittore"!!👨‍🎨👨‍🎨
Al nostro pittore sono stati rubati oggetti importantissimi per lui: i suoi colori! Senza le sue preziose tempere non potrà concludere la sua opera d'arte... Aiutiamolo!! Entrate nel labirinto e aiutatelo a cercare il giusto percorso per raggiungere la sua tavolozza!🎨

Approfondimenti per i più grandi:

in attesa di accogliervi nuovamente al Museo Civico di Montopoli, potete sempre visitare TRAMITE UN TOUR VIRTUALE, che vi mostrerà le bellezze che lo racchiudono.

Clicca su questo link:  📌  https://www.valdarnomusei.it/museo-palazzo-guicciardini-vi…/ 🏠

Alla scoperta delle bellezze del territorio:

-Villa Majnoni Baldovinetti di Marti Link:  http://fattoriamajnonibaldovinetti.com/it/la-storia/

 -Gli stemmi della famiglia Baldovinetti Link: http://www.archiviodistato.firenze.it/ceramellipapiani/index.php?page=Famiglia&id=498

- All'interno della collezione Majnoni - Baldovinetti del Museo Civico Di Montopoli è presente un lagynos in argilla depurata databile alla metà del II-I secolo a.C. e proveniente dall'Italia settentrionale:

a questo link troverete la scheda del catalogo on-line di questo e di alcuni pezzi scelti del Museo Civico di Montopoli: https://www.valdarnomusei.it/mtp_arch_0129-lagynos-vaso-a-trottola-meta-ii-i-secolo-a-c/

invece per per scoprire tutti gli oggetti esposti della collezione Majnoni - Baldovinetti e fare un tour virtuale del museo, collegatevi a questo link: https://www.valdarnomusei.it/museo-palazzo-guicciardini-virtual-tour/

 Collezione Majnoni - lagynos - vaso in argilla depurata  

Visita virtualmente la Torre di S. Martino e l'Arco di Castruccio a questo link http://37.187.200.160/retemusealevaldarno/index.php

Foto Castruccio Castracani

Foto Torre di S. Martino e Arco di Castruccio

Il boccale di maiolica arcaica della Rocca del Castello di Montopoli     Foto Boccale

Gli oggetti esposti provenienti dagli scavi della Rocca del Castello di Montopoli (visita virtuale)  Foto

Approfondimenti sulla maiolica arcaica  Foto Scodella Maiolica

per saperne di più...

La Rocca del Castello di Montopoli tra Medioevo e l'Età Moderna 

Resti del Castello   

ValdarnoMusei

Cisterne      foto  foto

Resti della Torre Medievale  foto

ReteValdarnoMusei

La Madonna con il Bambino   

Questa piccola Madonna con il Bambino in bronzo è esposta al Museo Civico tra i reperti recuperati con gli scavi archeologici sulla Rocca di Montopoli ⛏.

La Vergine è coronata e velata, con un abito molto drappeggiato, e tiene il Bambino, anch'esso drappeggiato e coronato, in piedi sopra un globo stellato 🌎. Si tratta di una piccola scultura bronzea quasi "a tutto tondo", con esclusione di una sezione verticale posteriore, che indica la parte con quale la statuina doveva essere saldata ad altro supporto.   Foto Madonna con Bambino Montopoli

Se le immagini della Madonna stante sul globo terrestre sono abbastanza frequenti, soprattutto riguardo all'Immacolata Concezione o alla Madonna della Neve, assai più rare sono raffigurazioni di questo tipo.  foto Madonna con Bambino sul globo

Una statua con il Bambino posto in piedi sul globo si trova ad esempio nella chiesa di Santiago di Arzua, in Spagna, ed un quadro dell'Immacolata Concezione con il Bambino entrambi sopra ad un globo si può osservare nella chiesa di Saint-Sébastien a Vaux-lès-Saint-Claude, in Francia, dove è presente anche una statua simile, ma soltanto con la Vergine: Immacolata Concezione 

Tutte queste opere si datano al XIX secolo, analogamente al manufatto della Rocca di Montopoli. Torre della Rocca

❓Dove era collocata originariamente la Madonna con il Bambino?

Infatti, questo altorilievo doveva essere applicato alla campana 🔔che si trovava sulla torre della Rocca, purtroppo abbattuta nell'estate del 1944 durante la ritirata delle truppe tedesche, come molte altre nella zona. Tale campana, ora ridotta in frantumi, riporta anche la scritta dedicatoria che ricorda il Sindaco e il comitato che ne avevano promosso la fabbricazione, probabilmente in occasione del rifacimento della parte sommitale dell'edificio nella seconda metà dell'Ottocento. 

❓🧐Sapete come si produce una campana in bronzo con le decorazioni e le iscrizioni in rilievo? 

Si tratta di un procedimento laborioso e molto interessante! Se volete saperne di più, guardate qua:

https://www.youtube.com/watch?v=jZeYWsMeCzY

https://www.youtube.com/watch?v=QFOQ8PlJxog

Una targa moderna raffigurante un Agnus Dei, esposta al Museo Civico di Montopoli in Val d'Arno. 

➡️📷Nel repertorio di Wikimedia Commons essa è stata indicata come stemma dell'Arte della Lana, 

ma ci sono alcuni elementi che porterebbero a darne anche un'altra interpretazione. 

🧐❓Vediamo perché...

📜 Agnus Dei è un'espressione evangelica in latino che significa "Agnello di Dio" e si riferisce a Gesù Cristo nel suo ruolo di vittima sacrificale per la redenzione dei peccati dell'umanità. 

Con il termine "Agnus Dei" si indica quindi una particolare immagine nella simbologia dell'arte: un

agnello che porta una croce o un vessillo crociato, che rappresenta appunto Cristo. Tale icona può essere raffigurata da sola, come emblema cristologico, o apparire in stemmi episcopali, insieme ad altri elementi più personali.

⚜️L'Agnus Dei argentato con bandiera del Comune di Firenze sormontato dal capo d'Angiò a quattro gigli è stato infine anche lo stemma dell'Arte della Lana fiorentina 🧶

https://it.wikipedia.org/wiki/Arte_della_Lana

❗️❗️ Nella targa montopolese in realtà non sono rappresentate alcune delle caratteristiche tipiche dell'Arte fiorentina. Invece nella decorazione che corre lungo il bordo dello scudo si possono osservare la figura del "rocco", o torre degli scacchi, alternata alla mitra, ovvero il copricapo episcopale. In araldica il rocco è simbolo di antica nobiltà e appare infatti negli stemmi di blasonate famiglie fiorentine, come i Carnesecchi o i Frescobaldi, mentre la mitra allude al potere vescovile. 

Visto che la targa del Museo dovrebbe provenire dal palazzo del Vescovo di Lucca che si affacciava sull'odierna piazza Michele da Montopoli, oltre che l'insegna della locale Arte della Lana potrebbe essere uno stemma che indica l'originario dominio vescovile sul castello montopolese 🏰, qui rappresentato dai due bei topi che si vedono ai piedi dello scudo 🐁🐁.

 Stemma Angus Dei Museo Civico  Montopoli in Val d'Arno             Pluteo marmoreo con Angelo (Musei civici Pavia)     

Terracotta invetriata con stemma dell'Arte della lana (Museo dell'Opera del Duomo, Firenze)

- la pieve di Santa Maria Novella di Marti

 

📍La splendida pieve di Santa Maria Novella si trova lungo la via principale nella parte settentrionale dell'abitato di Marti, non lontano dalla cosiddetta Porta Pisana. La sua caratteristica architettura è ben visibile anche dal lato occidentale del Parco Archeologico del "Bastione". foto

⛪ La chiesa fu costruita nel 1332, come testimonia un'interessante epigrafe ora collocata al suo interno che ricorda anche chi ne fu l'architetto, ovvero un tale magister Lippus di Castelfranco di Sotto. 
Completamente edificata in mattoni prodotti nella vicina fornace ai piedi del "Bastione", Santa Maria Novella esternamente presenta un corpo di fabbrica in stile tardo romanico toscano, con il prospetto principale e i lati esterni decorati da archetti ciechi e l'inserimento di laterizi decorati con vari motivi geometrici, impreziositi da colorati bacini ceramici provenienti dall'area pisana e dalla Spagna. foto

🔍Scopri dove si trova e la bellezza della sua architettura esterna grazie agli "Itinerari", visitabili on-line sul sito web del Sistema Museale 

➡ http://37.187.200.160/retemusealevaldarno/poi.php?poi=29

📜Le fonti parlano di un primo restauro della pieve avvenuto nel 1470 dopo le distruzioni ed il saccheggio da parte dei Fiorentini del 1433, per poi essere definitivamente rinnovata all'interno nel XVIII secolo con un programma decorativo che comportò la totale copertura pittorica delle pareti.

Il nuovo assetto venne arricchito dalle decorazioni volute del pievano Giuseppe Panzani, che nel 1719 si rivolse a Antonio Domenico Bamberini per l'esecuzione del ciclo pittorico nella zona presbiteriale. ❗

 Allo stesso artista fu commissionata anche la Pala del Rosario (1722), pensata per un altare laterale, raffigurante due santi adoranti in ambito religioso e i quindici medaglioni, contenenti i misteri del culto mariano del Rosario, che puoi osservare qui  https://www.progettostoriadellarte.it/2019/11/26/santa-maria-novella-a-marti/

📌Per saperne di più📘📘:

🔹Visibile pregare: arte sacra nella diocesi di San Miniato, Vol. I, a cura di R.P. Ciardi, Ospedaletto (Pisa) 2000.

 🔹I maestri dell'argilla: l'edilizia in cotto, la produzione di laterizi e di vasellame nel Valdarno Inferiore tra Medioevo et Età Moderna, Atti della I Giornata di Studio del Museo Civico "Guicciardini" di Montopoli in Val d'Arno, a cura di M. Baldassarri, G. Ciampoltrini, Ghezzano (Pisa), 2006.

❓Cosa si può ammirare all'interno della pieve di Santa Maria Novella di Marti?

Immagine Tra le opere più prestigiose conservate nella chiesa di Santa Maria Novella di Marti vi è il Crocifisso in cartapesta policroma, arrivato a Marti nel 1673 e attribuito allo scultore fiorentino Ferdinando Tacca (1619-1686), probabilmente per commissione della famiglia Baldovinetti (oggi Majnoni-Baldovinetti), che è stato restaurato tra 2001 e 2003. Immagine

 📣 Secondo la tradizione orale, Vincenzo di Giovanni Baldovinetti, cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano, fu capitano di una nave che nei pressi di Piombino catturò il corsaro tunisino Ciriffo Moro, ritrovando nell'imbarcazione di questo l'immagine del crocifisso, che in seguito fu donato alla chiesa di Marti. 

📚 Gli studi di Rita Romanelli e Roberto Boldrini ci raccontano di come in realtà il crocifisso si trovasse nella dimora fiorentina dei Baldovinetti e fosse giunto su una piccola imbarcazione via Arno dapprima nel convento dei frati francescani a San Romano, per essere poi trasferito nella pieve martigiana il 30 Aprile 1673.

📜 La leggenda si è probabilmente affermata nell'ambito della stessa famiglia Baldovinetti, per incrementare il prestigio della casata tramite il riconoscimento di gesta militari e atti di benevolenza, rimanendo per lungo tempo custodita nella memoria collettiva della comunità. Immagine

📌Cliccate su questo link per approfondire il restauro e la storia del Crocifisso http://www.parrocchiadimarti.org/index.php?option=com_content&view=article&id=18:il-crocifisso-restaurato&catid=8&Itemid=117

📌Per saperne di più📘:

📘Restauri nella Pieve di Marti - Il Crocifisso di Ferdinando Tacca e tre ovali dipinti del Seicento fiorentino, a cura di B. Bitossi e M. Campigli, Firenze 2003.

La Torre "Giulia" di San Romano

📍La torre oggi detta "Giulia" è situata San Romano, lungo la strada statale Tosco-Romagnola.

📜Secondo le fonti fu edificata nel 1391 da Giovanni Acuto, ovvero John Hawkood, condottiero e capitano di ventura inglese al tempo al servizio della Repubblica di Firenze.

 🔎📖Per saperne di più su Giovanni Acuto clicca sul link https://condottieridiventura.it/giovanni-acuto-john-hawkwood/ 

L'edificio fu costruito nei pressi dei resti di un sistema difensivo preesistente attestato dal 1313, quando si ha notizia della devastazione di una torre a San Romano per opera dei ghibellini guidati da Uguccione della Faggiuola. 

La torre fu ristrutturata nel 1431-32 da Neri Capponi a difesa delle incursioni di Niccolò Piccino, mandato con un esercito contro Firenze dai Milanesi, alleati con i Lucchesi. Allora fu dotata anche di un recinto difensivo quadrangolare, come hanno rivelato gli scavi archeologici qualche tempo fa, e non lontano da qui nel 1432 si svolse la famosa battaglia immortalata nell'opera di Paolo Uccello. Rovinata dalle armate di Carlo V a fine Quattrocento, fu ricostruita da Fiorentini nel 1536. 

Perduta ogni funzione militare, successivamente la torre divenne proprietà della famiglia Molinelli che la incorporò in una villa🏡, e da questa passò ai Capponi che, nel 1777, arricchirono e ampliarono l'intero complesso. Vi furono poi altri cambi di proprietà fino al 1860, quando l'area giunse nelle mani dei Ridolfi che promossero vari lavori di abbellimento. 

🔎Guarda la planimetria della villa (toponimo "La Torre") alla prima metà dell'Ottocento sul Catasto Leopoldino

📷🖼Dalle fotografie e i dipinti d'epoca la villa si apriva sul lato con un portico verso il parco, mentre la torre rimaneva addossata alla facciata dell'edificio residenziale ed era conclusa da una fila di merli. 

❗❗Purtroppo, anche questo complesso fu minato dai tedeschi nel luglio 1944 ed oggi sopravvive solo la parte basamentale della torre, con poche altre murature annesse. Foto

🔎📲 Scopri dove si trova la torre "Giulia", come era prima del 1944 e come è adesso nella scheda degli "Itinerari" sul sito web del Sistema Museale

➡http://37.187.200.160/retemusealevaldarno/poi.php?poi=2

Il MUSEO e MONTOPOLI...COM'ERANO 

Le vecchie fotografie o le cartoline sono parte delle storie personali e di famiglia, ma raccontano anche pezzi di storia di un territorio o di un luogo in particolare. 
Guardando quelle vecchie immagini, molto spesso in bianco e nero, tornano alla mente ricordi ma possono anche aiutarci a scoprire le trasformazioni avvenute nel corso del tempo!

  Oggi vogliamo coinvolgervi in un'attività per ricostruire il passato, anche vicino, di Montopoli! 

Vi invitiamo a condividere con noi i vostri ricordi e le vostre storie attraverso le foto o le cartoline d'epoca che avete nelle vostre case o nei vostri cassetti e che riguardano il museo oppure i monumenti 
di Montopoli.

Ad esempio, un tempo "Palazzo Guicciardini", che dal 2003 ospita il Museo Civico di Montopoli in Val d'Arno 🏺, era una scuola 🏫 , come ci indica la targa presente all'interno, e che molti di voi ricordano ancora.

📝 Come fare?

🔸 Scegli l'immagine che ti piace di più 👩‍🎨
🔸Aggiungi una didascalia ✏️ 📝
🔸Invia il materiale alla pagina Facebook "Museo Civico Montopoli" entro il 16 Maggio 2020

🔸 Le foto e le cartoline verranno, infine, ricondivise sulla nostra pagina Facebook. 

#acasaconilmuseo - Alla scoperta delle bellezze del territorio

Nuovo appuntamento con #acasaconilmuseo
Oggi vi portiamo "virtualmente" nel "Bastione" di Marti, dove sorgeva un altro possente castello del territorio montopolese 🏰.

Quello che oggi si chiama "Il Bastione" corrisponde alla parte sommitale del castello medievale 🏰 costruito sul rilievo centrale del borgo di Marti, non lontano dalla cosiddetta "Porta Pisana". Delle fortificazioni che cingevano questo colle oggi rimangono visibili alcune porzioni delle murature in laterizio della rocca, i paramenti di alcuni edifici situati lungo le pendici ed una piccola cisterna, come si può osservare anche nella scheda relativa nel sito della Rete Museale 🔍➡️http://37.187.200.160/retemusealevaldarno/poi.php?poi=28

⛏️In base ai risultati delle recenti indagini archeologiche, la muratura della rocca di sommità e alcuni edifici hanno avuto una ricostruzione trecentesca, quando il castello di Marti era passato sotto il controllo della Repubblica di Pisa, diventandone la fortezza più avanzata ad oriente dopo la dedizione di Montopoli a Firenze nel 1349.
L'impianto originario del castello sembra invece risalire almeno al secolo XI, con importanti interventi ancora nel Duecento, quando era parte dei domini della nobile famiglia Upezzinghi, famiglia aristocratica pisana con ampi possedimenti nel Basso Valdarno. Furono gli stessi Upezzinghi a cederla al Comune di Pisa nel 1285 insieme a molti altri loro possedimenti.

⚜️ Agli inizi del XVI secolo, dopo la definitiva conquista fiorentina, la fortificazione in cima al colle fu abbattuta con l'aiuto dei Montopolesi probabilmente con l'utilizzo della "mina vegetale" di tradizione medievale, ovvero senza uso di polvere da sparo. Essa consisteva nel creare un vuoto alla base della muratura, che durante lo smontaggio veniva puntellato da elementi in legno. Quando si era raggiunta un'ampiezza sufficiente, si appiccava il fuoco ai pali in legno che, consumandosi, facevano mancare il supporto al muro soprastante con il suo conseguente distaccamento e la creazione di una breccia. 
🕵️ 📲 Per un altro interessante caso archeologico di "mina vegetale", guarda il Periodo IV del castello della Brina (Sarzana) 

 ➡️http://castellodellabrina.it/storia/

📌Adesso l'intero colle del "Bastione" è di proprietà del Comune di Montopoli in Val d'Arno che ne ha fatto un'area archeologica con un percorso attrezzato.
Scopri di cosa si tratta ..➡️https://www.valdarnomusei.it/montopoli-bastione-marti/

#conoscereilmuseo  -  I reperti del Bastione e l'Antiquarium di Marti

📍 L'area de "Il Bastione" di Marti, dove nel Medioevo sorgeva un imponente castello 🏰, è stata oggetto di diverse ricerche archeologiche, dapprima promosse e sostenute dal locale gruppo archeologico "Isidoro Falchi" con la supervisione della Soprintendenza Archeologica della Toscana, ai quali a partire dal 2005 si sono aggiunti il Comune di Montopoli e la direzione del Museo Civico. 

📌📃Abbiamo raccontato l'area archeologica del "Bastione" di Marti in questo post https://www.facebook.com/museocivicodimontopoli/posts/1361650197340693

Durante queste indagini, costituite da ricognizioni di superficie e scavi, sono stati rinvenuti non soltanto i resti delle strutture difensive e di una importante fornace per mattoni🧱, ma anche numerosi reperti mobili, che sono adesso conservati nell'Antiquarium di Marti.
🏛L'Antiquarium fa parte del Sistema Museale Montopolese: oltre ad essere sede per laboratori didattici e conferenze dedicate ad archeologia, storia ed arte, esso raccoglie ed espone con mostre temporanee i reperti provenienti 🏮 dagli scavi del castello di Marti e altri materiali archeologici rinvenuti nel territorio martigiano e nelle aree limitrofe dal Gruppo Archeologico "Isidoro Falchi" e dal Museo Civico di Montopoli in accordo con la locale Soprintendenza, come puoi vedere anche qui https://www.valdarnomusei.it/antiquarium-marti/ 

❗️❗️Tra questi, si trovano alcuni interessanti nuclei di ceramica 🏺🏺 prodotta nel Basso Valdarno tra il Mille e il Cinquecento e altri manufatti in uso nella vita quotidiana nel castello, parte dei quali sono stati resi visibili al pubblico con la mostra "Un tuffo nel Medioevo a Marti".

#acasaconilmuseo - Alla scoperta delle bellezze del territorio

Prosegue in nostro viaggio attraverso le meraviglie del territorio montopolese che oggi, in occasione dell'inizio delle festività mariane del mese di maggio, ci porta nella chiesa della Madonna del Soccorso.

📍Poco fuori Montopoli, dove via dell'Uliveta ha uno slargo in località Costa al Bagno, si erge la chiesa della Madonna del Soccorso .
Scopri dove si trova grazie alla pagina dedicata agli "Itinerari" nel sito web del Sistema Musealehttp://37.187.200.160/retemusealevaldarno/poi.php?poi=24

In origine in questo luogo sorgeva un tabernacolo con loggia (in Toscana detto anche "margine"), nel quale era affrescata l'immagine della Madonna, detta appunto "Margine grande di via Uliveta". 
Invece la chiesa, dedicata a San Marco Evangelista e alla Beata Vergine, nacque nel 1606 a seguito dell'ampliamento della primitiva struttura ad opera della confraternita de "il Soccorso", dalla quale prese il nome con cui è attualmente conosciuta, sebbene al proprio interno non vi siano riferimenti veri e propri alla "Madonna del Soccorso".

La chiesa ha una sola aula rettangolare, preceduta da un portico con cinque arcate su pilastri. Sopra la porta, tra gli stemmi delle famiglie montopolesi dei Toscani e Langeri 🛡️, si può vedere un'immagine di tarda età moderna che raffigura la Madonna con il Bambino e San Giovannino in un paesaggio bucolico di fantasia, sovrastante un cartiglio con la scritta "Sancta Maria succurre miseris". 

📌All'interno sull'altare maggiore, in arenaria grigia si trova un bell'affresco di autore ignoto del XVI secolo raffigurante la "Madonna col Bambino tra i Santi Sebastiano e Verdiana", mentre le pareti laterali sono arricchite da tele seicentesche e da dipinti del samminiatese Tempestini.

❗️🖼Di particolare rilevanza artistica, infine, è un olio su tela risalente agli inizi del XVII secolo appeso sulla parete sinistra realizzato da ignoto artista toscano per coprire la maggior parte dell'affresco dell'altare maggiore che si trovava, ad eccezione della parte superiore della Madonna, in cattive condizioni di conservazione. Esso raffigura gli stessi Santi dell'affresco, ma secondo una diversa disposizione.

🔍📙Per approfondire la conoscenza della storia e delle opere di questo autentico gioiello situato nella campagna montopolese, si può leggere qui la scheda a firma del compianto Silvano Rabai http://www.parrocchiamontopoli.it/aspx/Soccorso1.aspx

#conoscereimanufatti
📣 📣 Oggi il Sistema Museale Montopolese propone un interessante approfondimento sulla Madonna del Soccorso e la sua iconografia!
La Beata Vergine Maria del Soccorso, chiamata anche semplicemente Madonna del Soccorso, è uno degli appellativi con cui la Chiesa cattolica venera Maria, madre di Gesù.
📜Il culto ebbe origine a Palermo agli inizi del Trecento in seguito all'apparizione delle Vergine al padre agostiniano Nicola La Bruna. Secondo la tradizione, il monaco, affetto da male incurabile e ormai in fin di vita, sarebbe stato guarito dalla Madonna, che in cambio gli avrebbe chiesto di diffondere la notizia del miracolo e di farla invocare col nome di Madre del Soccorso. Da quel momento gli Agostiniani diffusero il culto della Madonna del Soccorso in tutta Italia e in altri paesi europei. Il 4 febbraio 1804 la S. Sede concesse agli Agostiniani della Provincia Siciliana, Messa e Ufficio in onore della Madonna del Soccorso. Vennero poi estesi a tutto l'Ordine e posti al 13 maggio.
🖼Nell'iconografia della Madonna del Soccorso la Vergine è in genere raffigurata con un bastone, o con un flagello, mentre sta per percuotere il demonio; può anche essere rappresentata con la valenza di Madre del "Soccorso universale", o "Madonna della Misericordia" con l'ampio mantello che accoglie maternamente e protegge una folla di fedeli.
Fu soprattutto con la prima tipologia iconografica, quella della Vergine che sottomette con un bastone nodoso o con un flagello il demonio, spesso con la figura di una madre che chiede aiuto per il proprio figlio, e il bimbo da soccorrere che si aggrappa al mantello della Madonna, che gli Agostiniani divulgarono la devozione della Madonna del Soccorso http://www.docartis.com/LIBRERIA_DIGITALE/4_ALLEGATI/MARIA.pdf (in modo specifico a p. 11). 
Le immagini pittoriche, infatti, in un tempo in cui pochi sapevano leggere e scrivere, erano il modo più semplice e diretto per educare; in particolare, con le raffigurazioni della Madre del Soccorso gli Agostiniani si posero l'obiettivo primario di insegnare alla gente comune la forza superiore di Dio sul male, e quindi sul demonio, e l'importanza di confidare in Maria salvatrice.
❗️❗️Tra le tante opere dedicate a questa raffigurazione della Vergine ricordiamo quelle di Domenico di Zanobi (1460-1485 ca.) nella chiesa di S. Spirito a Firenze, di Tiberio d'Assisi (ca. 1510) e di Francesco Melanzio (1465-1524), custodite nel museo civico di San Francesco a Montefalco (PG), e la Madonna del Soccorso di Nicolò di Liberatore detto l'Alunno (1430-1502), conservata presso la Galleria Colonna a Roma

#acasaconilmuseo Alla scoperta delle bellezze del territorio

📣 Bentornati a questo nuovo appuntamento con alcune curiosità sulla chiesa della Madonna del Soccorso !

🧐Forse non tutti sanno che la chiesa della Madonna del Soccorso in passato è stata oggetto di contesa tra diversi soggetti. I principali atti che riguardano queste vicende sono ricordati da Ignazio Donati nel suo volume "Memorie e Documenti per la Storia di Montopoli", pubblicato nel 1860 📚

Infatti, se la costruzione della chiesa in principio fu sostenuta dalle donazioni della "Compagnia del Soccorso", già nel 1619 "la Comune" di Montopoli stanziò 10 scudi per il suo completamento, oltre ad aver concesso gratuitamente il terreno pubblico tra le due strade per la sua edificazione.
Ultimata la chiesa , la sua custodia fu affidata ad una persona – detta "accattino" – che doveva raccogliere le elemosine per il mantenimento e il decoro dell'edificio, oltre che per il proprio. 
Per ciò fu chiesto al signor Ottavio Pucci, proprietario del terreno retrostante, un pezzo di terra ad uso d'orto a titolo d'affitto gratuito e una piccola porzione di proprietà per costruirvi due stanze ad uso ed abitazione del custode della chiesa, al tempo chiamata anche "Madonna del Romito". 

📜Fin dal 1689 sorsero i primi dubbi – o le prime "questioni" come dice Donati – intorno a chi spettasse il patronato e la proprietà dell'edificio e dei suoi arredi sacri, tra i quali una bellissima croce e 10 candelieri in argento conservati presso il Museo Civico di Montopoli

https://www.valdarnomusei.it/mtp_art_0114-croce-daltare-16.../

Da un lato vi accampava pretese il Comune di Montopoli in Val d'Arno; dall'altro ne rivendicava la giurisdizione, e non soltanto religiosa, il Vescovo di San Miniato. Dalla pratica successiva si evince che la vertenza fu conclusa in favore del Comune, al quale da allora spettò la nomina di accattini e amministratori, sebbene ai vari restauri fin dal 1690 abbiano concorso cittadini e famiglie locali.

Dal principio dell'Ottocento non furono più eletti elemosinieri, ma il Comune affidò la chiesa e la custodia dei suoi arredi agli agenti del Marchese Pucci. Per tale motivo nel 1834 sorse una nuova diatriba tra Giuseppe Pucci, il quale credeva che l'edificio e il suo contenuto fossero della sua famiglia, e il Comune di Montopoli. 
Anche in questo caso, il secondo riuscì a far prevalere i suoi diritti: fu allora che i quadri, le oreficerie e le tappezzerie della Madonna del Soccorso furono consegnati definitivamente al Comune, che ora in parte li espone nel locale Museo Civico https://www.valdarnomusei.it/mtp_art_0115-turibolo-fine-xv.../

📢 Oggi il Sistema Museale Montopolese vi parla della Madonna con il Bambino e San Giovannino dalla chiesa del Soccorso!

🏛️ 🏺Tra le opere esposte nel Museo Civico "Palazzo Gucciardini" di Montopoli in Val d'Arno si trova anche una bella tavola lignea raffigurante la Madonna con il Bambino e San Giovannino, attribuita alla bottega di Michele di Ridolfo del Ghirlandaio, della prima metà del Cinquecento. 
Per altre opere analoghe attribuite allo stesso Ghirlandaio potete vedere l'archivio della Fondazione Zeri

🔍➡️ http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/ricerca.v2.jsp...

 🖼️ La tavola conservata a Montopoli presenta una variante raffinata di questo motivo iconografico che tanta fortuna ebbe nel Rinascimento: il Bambino è rappresentato in posizione distesa e il piccolo San Giovanni è raffigurato in una posa intima e raccolta. 

Se volete osservarla meglio, potete trovarla anche nel catalogo online sul sito web del Sistema Museale

➡️https://www.valdarnomusei.it/mtp_art_0118-madonna-con-bamb.../ 

📜Dalla documentazione tramandata, risulta che questo dipinto sarebbe giunto dalla chiesa della Madonna del Soccorso , che sappiamo però essere stata edificata intorno al 1606 ampliando un ampio tabernacolo, al tempo detto "Margine grande di Via Uliveta". 
Si prospettano quindi due possibilità: che la tavola sia stata donata alla chiesa da qualche ricco privato che la possedeva tra i beni tramandati in famiglia, oppure che potesse essere questa stessa l'immagine posta all'interno dell'originario tabernacolo. 

Del resto, il legame della chiesa del Soccorso con questa particolare raffigurazione della Madonna con il Bambino ai quali si accompagna San Giovanni Bambino è sottolineato dal più tardo affresco realizzato sulla facciata dell'edificio stesso, sotto il quale si trova anche il cartiglio che ricorda il ruolo di soccorritrice della Madonna e il collegamento con la Compagnia che aveva sostenuto l'ampliamento di questo luogo, caro alla devozione dei montopolesi 

➡️ https://www.facebook.com/.../acasaconilmuse.../1367577596747953/ 

📷https://www.facebook.com/.../pcb.136757759.../1367578740081172/... 

Il nostro viaggio tra i monumenti mariani del territorio prosegue con il santuario di Maria Madre della Divina Graziache si trova a San Romano lungo la strada Tosco-Romagnola che congiunge Pisa a Firenze🔍➡️ http://37.187.200.160/retemusealevaldarno/poi.php?poi=31

⛪Il complesso ebbe origine dalla cappella di Santa Maria a Valiana, dov'era conservata un'immagine della Madonna scolpita in un tronco di quercia risalente al secolo XI, che da inizio Cinquecento fu oggetto di crescente devozione 🖼.

📜Fu così che, a partire dal 1514 e con il sostegno economico del Comune, la chiesa fu restaurata ed ampliata per renderla più adatta alle nuove esigenze del culto. Sappiamo che nel dicembre del 1519 i lavori erano ancora in corso perché il Comune stanziò dei finanziamenti per l'edificazione della cappella della Madonna, mentre il campanile era in fase di costruzione nel 1522.

Dal 1517 la cura del santuario e del convento che vi sorse intorno fu affidata all'Ordine dei Frati Minori, che ne è tutt'ora custode. Grandi benefattori ne furono i Medici, devoti alla Vergine, che utilizzavano il luogo per sostare durante dli spostamenti da Firenze a Pisa. Per questo nel complesso si trova un "salone mediceo" e la solenne scala (1705) progettata dall'architetto Anton Maria Ferri, dove è visibile il grande stemma della famiglia fiorentina. Nel 1635 furono realizzati gli affreschi del refettorio, mentre del chiostro sappiamo che in origine aveva le colonne in laterizi e che tra il 1661 e il 1665 esse furono sostituite da elementi in arenaria, detta "pietra serena". 

📌📚Per saperne di più sulla pietra serena leggi qui http://www.architetturadipietra.it/wp/?p=3766

📷La cappella della Madonna oggi ha la forma che le fu data nell'Ottocento da Pasquale Poccianti: è caratterizzata da un solenne impianto neoclassico che si distingue per la raffinatezza dell'ornato in stucco bianco, opera di Emilio Santarelli; al centro è un tempietto, opera di Amalia Dupré, che ospita la sacra immagine. foto

❗⚔La Seconda Guerra arrecò numerosi danni al complesso religioso. Al passaggio del fronte, nell'estate del 1944, parte del convento, il campanile, l'orologio in facciata e tutta la parte absidale della chiesa andarono perduti. La cappella della Madonna rimase meno colpita, ma a causa delle distruzioni di altre parti dell'edificio per un periodo la venerata statua è stata conservata a Montopoli e ricondotta solennemente nel santuario di San Romano il 1º aprile 1945. 

Cosa si può ammirare nel santuario di Maria Madre della Divina Grazia !

Il santuario di Maria Madre della Divina Grazia di San Romano conserva bellissimi paramenti e arredi liturgici, donati nei secoli dai devoti o acquisiti dallo stesso ente, e una interessante raccolta di ex voto, tra i quali spicca una serie di piccoli dipinti dei quali vorremmo parlarvi oggi 🖼️

📜L'espressione completa riferibile a queste opere è "ex voto suscepto", cioè per - o a seguito di - un voto fatto: questa pratica, comune in differenti forme a molte religioni, è un impegno che il credente assume nei confronti della divinità purché la stessa ne esaudisca le preghiere, oppure un ringraziamento per una grazia ricevuta. 
Importanti collezioni, ricche anche di piccoli dipinti e notevoli testimonianze di religiosità e arte popolare, si trovano presso i più importanti santuari dedicati alla Vergine Maria, tra i quali anche quello di San Romano.
📲🖥️Scopri la galleria degli ex voto nei santuari italiani ora consultabile sul webhttp://www.italiavotiva.it/

💻📷In questa galleria e sulla pagina Wikipedia dedicata agli ex voto puoi guardare la sezione dedicata al santuario di Maria Madre della Divina Grazia e ammirare questi piccoli capolavori, testimonianza non soltanto di fede, ma anche di arte e di storia http://www.italiavotiva.it/.../i.../centr/toscana/divina-grazia/

🎨🖼️In modo particolare, negli acquarelli e nelle tavolette dipinte ad olio più antiche, databili tra Cinque e Seicento, la Madonna con il Bambino sono raffigurati in modo più semplice e talvolta generico, in modo simile ad altre icone del genere, ad esempio quella che un tempo era affrescata sotto le logge dell'ex Cancelleria a Montopoli ed è oggi esposta al Museo Civico
(📷➡️ https://www.valdarnomusei.it/museo-civico-guicciardini/... 

Non si riscontrano infatti riferimenti puntuali alla statua di San Romano, se non per i colori della veste e del velo della Madonna. 

❗️❗️Negli ex voto realizzati tra Sette e Ottocento la scena raffigurata e l'immagine della Vergine con il Bambino sono rappresentate con maggiore dettaglio e con particolari chiaramente riferibili alla Madonna della Divina Grazia di San Romano, a cominciare dalla specifica posizione delle due figure per finire alle ricche corone e agli altri ornamenti che hanno impreziosito l'antica statua fino ad oggi.